TAG – La valigia sul letto

Oggi mi lancio nella creazione di un TAG! L’idea è nata dall’ultimo post pubblicato, l’intervista ad Alberto Mattei di Nomadi Digitali. Spero che vi piaccia!

LA VALIGIA SUL LETTOLe regole sono:
– Citare il creatore del TAG (se vi va di farlo)
– Citare chi vi ha nominato
– Il tema è: mi trasferisco! In che Paese vorreste andare a vivere? E cosa mettereste assolutamente in valigia?
– Nominare almeno altri 5 blog e avvisarli della nomina

Salto le prime due regole per ovvi motivi, quindi vado direttamente a parlare del luogo in cui vorrei vivere e di cosa porterei assolutamente con me!Continua a leggere…

Lavorare online viaggiando per il mondo – Intervista ad Alberto Mattei, fondatore di Nomadi Digitali

lavorare viaggiando per il mondoVivere viaggiando per il mondo! Ci avete mai pensato? In molti paesi quella dei location indipendent è una realtà già affermata. Freelance che lavorano online, preferendo al posto fisso la libertà di vivere spostandosi in base ai loro desideri. Un sogno che si è avverato anche per tanti professionisti italiani, negli ultimi anni.nomadi digitali

Blogger, piuttosto che esperti di web, grafica, marketing, perfino insegnanti di yoga, tutti accomunati da una scelta: vivere in giro per il mondo e lavorare grazie al web! Nella serie di racconti Nomadi, ho dedicato la mia attenzione ad alcune professioni che “impongono” la vita del viaggiatore, e alle difficoltà che ne possono derivare. Adesso cedo la parola a chi del nomadismo ha fatto uno stile di vita, produttivo e consapevole, il fondatore del portale Nomadi Digitali, Alberto Mattei.Continua a leggere…

Lo stagista inaspettato. Don’t call it review!

Il 15 ottobre è uscito nelle sale il film commedia di Nancy Mayers, Lo stagista inaspettato. Vista la mia nota passione verso le situazioni professionali “poco comuni”, (e visto che la scorsa settimana l’ingresso al cinema costava 3 Euro), sono andata a vederlo. Adesso il mio intento non è di raccontarvi la trama del film, o le fantastiche interpretazioni di un De Niro pensionato e di una Hathaway trendy e brillante. Vorrei soffermarmi soltanto su una frase del film della Mayers che mi ha particolamente fatto riflettere. Continua a leggere…

Nomadi – Storia di Edoardo

Nomadi – Storia di Paolo

home is where heart isLa sala ristorante comincia a svuotarsi. Gli ultimi clienti rimasti hanno un’aria stanca, tipica di chi ha trascorso la giornata sulle piste innevate. Sui vassoi del buffet restano solo gli avanzi, mentre alcuni camerieri finiscono di liberare i grossi tavoli da bicchieri e bottiglie, ormai vuote. Dal salone centrale giunge ovattata la musica del piano bar. Edo attraversa il dedalo di corridoi del villaggio turistico a passo spedito, salutando i clienti ed evitando i colleghi. Deve fare una telefonata, non ha tempo per fermarsi a fare quattro chiacchiere.

Il suo turno al bar era terminato da un pezzo, ma non era voluto tornare in camera. Quella sera aveva bisogno di compagnia. Così era finito nella sala dello staff, a bere un drink, con altri colleghi che come lui avevano terminato il turno, e che come lui erano alla ricerca di compagnia.
‘Mi è arrivata la comunicazione, allora tra 2 settimane mi mandano in Turchia!’
Il giovane cameriere seduto di fronte a lui sorrideva. Era soltanto alla sua seconda stagione, ed era entusiasta. Edo gli sorrise di rimando.
‘Congratulazioni, è un bel villaggio e qui sei stato molto bravo!’
Il ragazzo mormorò un ‘grazie’ imbarazzato, prima di rivolgersi a due coetanei che cominciarono a riempirlo di domande. Continua a leggere…

Nomadi – Storia di Paolo

Nomadi – Storia di Sandro

CHARLOTTE BRONTEORE PREVISTE PER IL RITORNO A CASA: 20
L’abitacolo di un camion può essere un luogo molto rumoroso. Quella notte il camion di Paolo aveva deciso di diventare il più rumoroso in assoluto. Era in viaggio da due ore, quando aveva cominciato a piovere. Prima goccioline sottili, poi un acquazzone in piena regola. Le gocce battevano ritmicamente sulle lamiere e sui vetri, provocando dei tonfi sordi. I tergicristalli avevano forse bisogno di una ritoccatina, visto il gemito agonizzante che emettevano a ogni movimento. Infine anche il baracchino sembrava voler regalare il suo personale contributo a quel viaggio, con la trasmissione continua di un fruscio inquietante, spezzato a tratti da stralci di voci gracchianti.
‘Sarà una bella nottata!’

Paolo era un uomo come tanti. O meglio, un omone come tanti. Con i suoi 190 cm di altezza, associati a 120 Kg di peso, riusciva a incutere un certo timore. Tuttavia, come spesso accade, la sua stazza fisica non era in accordo con i modi pacati e cortesi che lo caratterizzavano.
Le luci in autostrada sembravano offuscate quella notte. La visibilità era ridotta al minimo dal temporale. Il vento spazzava i miseri alberelli ai lati della carreggiata, e il camion proseguiva a velocità moderata sulla corsia di destra.

ORE PREVISTE PER IL RITORNO A CASA: 16
Era diretto a Nord. Il mezzo era a pieno carico. Trasportava carne, di qualsiasi forma, provenienza e dimensione. Un carico come gli altri. Lanciò uno sguardo all’orologio digitale sul cruscotto.
‘La piccola a quest’ora dorme…’
Già, la piccola. Perchè Paolo è padre. In effetti è più che un padre. E la sua vita prima, era stata molto diversa.Continua a leggere…

Nomadi – Storia di Sandro

business manLa sveglia è suonata da un pezzo ormai. Le imposte delle finestre sono ancora socchiuse, il pallido sole invernale filtra attraverso qualche fenditura, ma non regala alla stanza nessun calore. Dal bagno arriva una musica ovattata, Sandro canta la mattina. Accende la radio appena sveglio, ovunque si trovi, e canta, con voce squillante, stonato come una campana. Il suo rituale di bellezza si svolge sempre allo stesso modo: doccia mediamente fresca, rasatura a pelle, asciugatura dei corti capelli brizzolati, cera profumata per fissare i ciuffetti ribelli, creme rinfrescanti, rinvigorenti, massaggianti e infine anti-age. Il completo giusto per la giornata lo aspetta sulla poltrona, accanto al letto, come ogni mattina. Camicia, cravatta, calzini abbinati alla cravatta, giacca con pochette abbinata a calzini e cravatta. Mentre si veste continua a canticchiare distratto.
‘Sugar…nananananana oh…honey honey…’

Pronto per uscire. Passa dal bagno, spegne la radiolina, afferra la valigia e si chiude la porta alle spalle. In ascensore ha già attivato il suo auricolare bluetooth, rigorosamente di ultima generazione. Con passo sicuro attraversa la hall, e senza nemmeno uno sguardo lascia cadere la chiave magnetica sul bancone della reception. In quell’albergo non tornerà: il servizio in camera faceva pena. Uno dei cellulari sta già squillando, guarda il numero, e lo lascia squillare sperando che smetta in fretta. Il vibro lo innervosisce. Lascia scattare l’apertura automatica della sua BMW e apre frettolosamente il cofano per scaraventarci dentro la valigia.
‘L’appuntamento è alle 10.30…nemmeno il tempo di un caffè porco giuda!’Continua a leggere…

Annunci di lavoro ingannevoli: se li conosci, li eviti! Intervista a Lavoro Anomalo

#bastabidoniSono alla ricerca di un lavoro. La prima domanda che mi passa per la testa è: da dove comincio? Ovvio, dal web! Infinite possibilità di scelta, annunci gratuiti, siti di settore, social network e chi più ne ha più ne metta. Comodo ed efficace! Tuttavia “infinite possibilità” non è sinonimo di infinita affidabilità. Dopo aver affrontato, anche se solo in parte, il fenomeno delle inserzioni ingannevoli nel racconto Nuovo lavoro cercasi, ho cercato di reperire maggiori informazioni in merito.

Lavoro Anomalo ha risposto alle mie domande.

  • Un po’ di informazioni per chi non vi conosce ancora: com’è nato Lavoro Anomalo, e di cosa si occupa?

Lavoro Anomalo nasce da un utente, disoccupato, che da anni si trovava (e si trova tuttora) “ingabbiato” in contenitori, dove le regole non sembrano esserci; parlo di quelle legate all’ “inserzionistica”, e non mi concentro solo sul mondo di internet: è bene chiarire che da sempre anche la “carta” è ricca di annunci non chiari o falsi. La genesi vede la creazione di Lavoro Anomalo come sfida “privata”, atta solo allo scambio di news tra amici. Ma avendo scelto, per esserci, un social e una pagina pubblica ha visto ben presto aggregarsi chi cercava informazioni, contribuendo a far crescere la pagina in contenuti, fino ad arrivare a superare i 16.827 iscritti (alla data di oggi 5 ottobre 2015) abilitati all’interazione, e una cifra di utenti non quantificabile che giornalmente consultano le nostre discussioni.Continua a leggere…

TAG Autunno

autunnoPrima di tutto un grazie speciale alla poliedrica scrittrice di Tramineraromatico per la nomina a questo TAG (il primo per me). Che siate alla ricerca di buona narrativa, spunti di riflessione, o di uno sguardo originale nel panorama dell’attualità, vi invito a visitare il suo blog!

Le regole del TAG (a quanto mi dicono) sono le stesse di sempre:
– Citare chi vi ha nominati
– Taggare 5 blog e avvisarli della nomina
– Condividere tre pensieri relativi alla stagione autunnale

Posso affermare, senza ombra di dubbio, di non aver mai nutrito una genuina passione per le cosidette “mezze stagioni”. Tuttavia, tralasciando il mal di gola che mi affligge da quando le temperature hanno deciso di andare in picchiata libera, non posso negare di subire il fascino di questa stagione per i seguenti motivi:Continua a leggere…

Nuovo lavoro cercasi – Parte IV

PARTE III

amoreLe goccioline di pioggia si fanno sempre più fitte. Loredana è in macchina già da quaranta minuti, il traffico quella sera sembra più intenso del solito. Il suono dei clacson si confonde con il ticchettio ritmato della pioggia, la radio in macchina è spenta, per lei c’è solo un gran silenzio. Riflette su quello che ha fatto, pensa che dovrebbe sentirsi turbata, forse anche spaventata. Tutto quello che sente è una gran pace, una sensazione di serenità che la pervade.
‘Andrà tutto bene’, e lo pensa sinceramente, per la prima volta, dopo tanti mesi. La macchina davanti alla sua frena improvvisamente, lei mantiene un’andatura lenta sotto quella pioggia traditrice, arresta l’auto senza difficoltà e inserisce le quattro frecce. Il traffico non la preoccupa, avrà più tempo per raccogliere le idee.

‘Davide con il nuovo lavoro, io senza più straordinari selvaggi…tutti contenti! In realtà io ero contenta…chissà lui…dove avrà avuto la testa dico io! E dove vuoi che l’avrà avuta? A me, a Gioia, ai soldi forse!’ Il cambiamento di Davide era stato ai suoi occhi repentino, innegabile. Una sera si era addormentata accanto al padre di sua figlia, la mattina dopo si era svegliata con un uomo invecchiato, sfuggente, uno sconosciuto.Continua a leggere…